In questo post scoprirete 3 buone ragioni per utilizzare le statistiche e i report della World Trade Organization (WTO).

Il lavoro di raccolta dati che viene fatto dalla WTO ha le seguenti qualità: è attendibile, è sintetizzato in report coincisi, fa uso di grafici intuitivi.

Chi si occupa di commercio internazionale e ha necessità di utilizzare statistiche export attendibili, è sempre a caccia di informazioni e dati utili ad

avere un quadro aggiornato sull’evoluzione degli accordi di scambio fra paesi e come ciò può influenzare gli scambi internazionali e quindi l’efficacia del proprio progetto export.

Seguire la World Trade Organization significa quindi seguire da vicino l’evoluzione degli accordi internazionali di scambio.

Vediamo una per una le 3 ragioni per cui chi si occupa di export dovrebbe seguire l’attività della WTO.

1. INFORMAZIONI ATTENDIBILI

La World Trade Organization è l’Organizzazione Mondiale del Commercio, indicata anche con l’acronimo OMC, e

si occupa di supervisionare la creazione e lo sviluppo degli accordi commerciali fra i vari paesi membri che, ad oggi, sono 164 e coprono il 95% del totale del commercio mondiale.

Vi invito a cliccare qui e visitare il sito ufficiale della WTO nella sezione “Who we are” se volete avere maggiori informazioni sulle attività dell’Organizzazione.

Proprio per il suo ruolo specifico, la WTO rappresenta quindi un punto di riferimento nello scenario degli scambi internazionali e, in termini di attendibilità, non è seconda a nessuno.

Le pubblicazioni e le informazioni divulgate dall’Organizzazione sono un strumento valido nella fase 1 del nostro progetto export, vale a dire quella relativa all’analisi del mercato globale.

Potete leggere l’articolo Export manager: cosa fa se volete approfondire in cosa consiste questa fase.

2. REPORT CHIARI E SINTETICI

Nell’esempio che segue possiamo verificare come la WTO sintetizza informazioni molto complesse in reports chiari e molto coincisi.

Colleghiamoci al sito ufficiale.

Dalla prima pagina, clicchiamo sulla link “About WTO” come indicato dalla freccia gialla.

Si aprirà un menù a tendina, clicchiamo su “International Trade Statistics” (freccia gialla).

Statistiche commercio internazionale

Ora possiamo cliccare su “World Trade Statistics”.

Link per scaricare le World Trade Statistics

Adesso siamo nella sezione dedicata al report relativo alle statistiche del commercio mondiale. Nel nostro esempio sono quelle del 2015-16.

Per le finalità di questo post, clicchiamo in corrispondenza della freccia gialla per scaricare il Capitolo III relativo alle World Statistics 2016-16.

Sezione dedicata alle statistiche mondiali import ed export

Nel riquadro giallo possiamo confermare che abbiamo aperto il capitolo di nostro interesse relativo alle statistiche mondiali.

Capitolo III delle Statistiche mondiali 2016-16

Dalla pagina sotto: General trends and drivers of world trade in 2015, si capisce subito l’intenzione di fornire un quadro generale di riferimento.

La crescita del commercio mondiale, nell’anno di riferimento, è stata fiacca ed è stata del 2,7% anziché del 2,8% come era stato previsto.

Il report prosegue con altre interessanti informazioni, riportate in modo semplice, diretto e sintetico.

Trend generali e drivers di crescita dei volumi di scambio internazionali

3. GRAFICI INTUITIVI

Prendiamo come esempio il grafico 3.5 in cui si illustra come le varie regioni del mondo, suddivise qui in – Europa, Asia, Nord America, Sud America, Altre Regioni – contribuiscano alla crescita dei volumi mondiali di import ed export su base annuale.

Grafico 3.5_sugli scambi commerciali internazionali a volume

Vediamo come l’Asia, riportata in arancione, abbia contribuito più di ogni altra regione alla ripresa del commercio mondiale dopo la drastica riduzione dei volumi dovuta alla crisi finanziaria del 2008-2009.

Tuttavia, si vede anche come nel 2015 il suo contributo si sia ridotto notevolmente in quanto, l’economia Cinese e quella di altre paesi asiatici, hanno rallentato.

Proprio nel 2015, il contributo dell’Asia alla crescita dei volumi import ed export è stato di un modesto 0,6% a fronte di un incremento complessivo del 2,4%.

L’Europa ha invece, indicata in azzurro, ha recuperato significativamente quota attestandosi su un 1,6% di contributo alla crescita su un totale di 2,4% (pesando quindi oltre il 65% sul totale crescita).

È possibile vedere l’aumento del peso relativo guardando proprio all’ampiezza dei riquadri di colore azzurro, sia dal lato import che dal lato export.

Riportando l’analisi appena fatta in un contesto di export management, la domanda che potremmo farci è:

dobbiamo continuare a puntare sui mercati asiatici che stanno rallentando o è meglio  focalizzarci sulle aree del mondo che stanno accelerando?

Potremmo anche domandarci:

quale percentuale del nostro budget export converrà investire sui mercati Asiatici e quanto sull’Europa che mostra dinamiche di ripresa?

L’IMPORTANZA DI REPERE DATI OGGETTIVI E ATTENDIBILI

Una volta ancora emerge quindi l’importanza di reperire dati oggettivi e attendibili su cui poter far poggiare il nostro progetto export.

Il nostro sguardo è sul mondo intero e, per tale ragione, è nostro dovere essere a conoscenza delle dinamiche del commercio mondiale .

Le considerazioni che facciamo devono derivare da dati attendibili e non manipolati da chi potrebbe avere un interesse personale a farci investire nel paese X piuttosto che Y.

A tal proposito, vi invito a leggere l’articolo Statistiche export: guida rapida in 3 passi per vedere un esempio di come è possibile ottenere velocemente dati relativi all’export di moltissimi prodotti.

CONCLUSIONE

Il mio consiglio è:

ricercate, informatevi e reperite dati da fonti attendibili per poter far poggiar il vostro progetto export su fondamenta solide.

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