Regno Unito: una breve guida commerciale al mercato

DIMENSIONI DELL’ECONOMIA

Il Regno Unito è uno polo di commercio di primaria importanza e il polo finanziario più importante d’Europa.

E’ la 5° economia più grande al mondo, la 2° più grande nel continente Europeo, preceduta dalla Germania.

[Fonte: OECD]

Gli UK sono il 5° mercato di destinazione dell’export Italiano.

Il mercato Inglese, Gallese, Scozzese e dell’Irlanda del Nord formano insieme il Regno Unito e rappresentano uno dei più grandi mercati di consumatori del continente Europeo con una popolazione di oltre 67 milioni di persone di cui più dell’81% vive in aeree urbane.

[un Export Manager competente può guidarti nella scelta dei mercati più adatti alla tua azienda]

Con un reddito procapite di $44.100 (PPP), circa l’8% più alto rispetto alla media Europea ($ 40.900), il Regno Unito si posiziona al 39° posto nella graduatoria mondiale.

[Fonte: CIA]

LE CATEGORIE DI PRODOTTO PIU’ ESPORTATE

Nel 2018 l’Italia ha esportato negli UK circa €23,5 miliardi di beni crescendo di poco più dell’1% rispetto al 2017.

[Fonte: MISE]

Le categorie merceologiche maggiormente esportate nel 2018 sono state:

la Meccanica strumentale (circa €4 miliardi, +1,5% rispetto al 2017);

Mezzi di trasporto (poco meno di €3 miliardi, stazionari rispetto al 2017);

Prodotti chimici (oltre €2,5 miliardi, quasi il +7% rispetto al 2017);

il Tessile e l’Abbigliamento (oltre € 2,5 miliardi, 3,5% in più rispetto al 2017)

Alimentari e Bevande (€2,5 miliardi, quasi il 6% in più rispetto al 2017);

Metalli (quasi €1,5 miliardi, oltre il 3% di aumento rispetto al 2017;

Prodotti in legno (oltre €1,5 miliardi, leggera flessione di quasi l’1% più rispetto al 2017).

gli Apparecchi elettrici (quasi €1,5 miliardi, stazionari rispetto al 2017);

Gomma e Plastica (circa €1 miliardi, poco meno del 2% di incremento rispetto al 2017;

l’Altra agricoltura (quasi €1 miliardo, +1,5% rispetto al 2017).

[Fonte dati: elaborazione su dati ISTAT]

Oltre a queste categorie di prodotto ce ne sono altre che stanno registrando dinamiche positive.

Per verificare se il tuo prodotto rientra fra quelli che crescono, leggi il post Statistiche Export guida rapida in 3 passi]

SETTORI PIU’ DINAMICI E ATTRATTIVI

[Fonte: scheda paese SACE]

STRATEGIE DI ENTRATA NEL MERCATO

Dimostrare una proposta di valore chiara che incorpora un vantaggio competitivo sostenibile è fondamentale per entrare nel Regno Unito.

L’approccio di business è molto pragmatico e piuttosto diverso rispetto a quello Italiano che incorpora le caratteristiche latine.

Sia che deciderai di agenti, distributori, la formula del franchising ecc. è importante che

esprimi l’intenzione di impegnarti in un progetto di lungo termine.

E’ proprio su questo aspetto che la mentalità italiana e quella britannica differiscono maggiormente e proprio questa differenza spesso pregiudica lo sviluppo di rapporti commerciali proficui.

Tieni inoltre presente che

nel mercato UK la pressione competitiva è alta il rapporto qualità/prezzo ben studiato. Il commercio on-line è sviluppatissimo e la comparazione dei prezzi può essere immediata.

Valuta bene i potenziali partner commerciali e se scegli la strada del distributore cerca di trovarne uno conosciuto e che ha molta esperienza nel tuo settore.

Cerca di essere flessibile con le aziende del Regno Unito, in particolare in questo momento di transizione (Brexit) e di prolungata incertezza economica.

Visitare il territorio più di una volta per incontrare i potenziali partner e clienti è importante perché i britannici tendono a voler conoscere di persona coloro con cui fanno affari.

La scelta del canale commerciale più adatto dipende dalla tua azienda, dal tuo prodotto, dalla capacità di investimento che hai e dagli obiettivi che ti poni.

[per conoscere meglio le caratteristiche dei mercati e formulare una strategia d’ingresso adeguata, leggi il post Come fare ricerche di mercato per esportare]

Ogni strategia di entrata presenta vantaggi, svantaggi, un diverso profilo di rischio e un maggiore o minore grado di controllo sulle leve di marketing.

PRINCIPALI SFIDE PER GLI ESPORTATORI ITALIANI

I prodotti italiani non incontrano particolari ostacoli ma è necessario che rispettino le normative Comunitarie (es. HACCP, marchio CE) che il Regno Unito, seppur con maggior flessibilità, ha sempre applicato.

Tieni presente che

nel mercato britannico la pressione competitiva è alta per cui devi presentarti con una proposta di valore chiara e valida e con un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Nel Regno Unito, la puntualità nelle consegne e risposte veloci a richieste di assistenza sono tenuti in grande considerazione.

ALTRE INFORMAZIONI UTILI

Il Regno Unito è mercato molto sofisticato con forte domanda di prodotti e servizi che incrementano la produttività.

I prodotti e le soluzioni di information technology (ICT), software e servizi che diminuiscono i costi e incrementano l’efficienze di business.

Al momento, c’è una fortissima domanda di un vasto assortimento di attrezzature legate all’aerospazion, alla difesa e sicurezza e in in particolare alla cyber security.

Il governo britannico si è dato obiettivi ambiziosi di riduzione del consumo di carbon fossili. Questo sta generando richiesta di prodotti e servizi nel settore delle energie rinnovabili, efficienza energetica, veicoli elettrici ecc.

Per tale ragione,

vengono richiesti standard di efficienza energetica elevati per quanto concerne apparecchiature e attrezzature.

Nel Regno Unito ci sono programmi multi miliardari nel settore delle infrastrutture energetiche, di trasporto e delle acque.

IL FUTURO DELL’ECONOMIA BRITANNICA

La Brexit è un grande fonte di incertezza e, dal 23 Giugno del 2016, giorno in cui ha vinto l’elettorato del “leave”, non si sono fatti grandi progressi nella ricerca di un accordo con l’Unione Europea.

L’incertezza è nemica del business, per cui è ragionevole non aspettarsi performance positive dall’economia del Regno Unito

***

Nonostante ciò, tieni comunque in considerazione il mercato britannico nel tuo progetto export soprattuto se per il tuo prodotto la dinamica di esportazione è stata positiva negli ultimi 3-5 anni.


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