Il protezionismo può manifestarsi sotto forma di barriere tariffarie e non tariffarie che, inevitabilmente, impattano il commercio internazionale e il tuo piano export.

Il motivo centrale per cui ti interessa approfondire il tema del protezionismo è che

è fondamentale analizzare il grado di accessibilità ai mercati

Poiché ho scritto già 2 post sulle barrire tariffarie:

Export e dazi doganali: come verificare se ci sono

e il post

Protezionismo: come sta incidendo sul tuo progetto export?

richiamerò brevemente le barriere tariffarie per poi concentrarmi su quelle non tariffarie.

BARRIERE TARIFFARIE: I DAZI

I dazi medi applicati sono inferiori nei paesi sviluppati rispetto a quelli dei paesi non sviluppati.

Il dazio medio imposto dalla Cina è, ad esempio, circa il 10% e viaggia in un range che va da poco meno del 9% sui prodotti industriali fino a quasi il 16% sui prodotti agricoli.

L’Europa invece, impone un dazio medio del 5,1% partendo da un minimo di quasi il 4% sui prodotti industriali fino a un massimo di circa l’11% sui prodotti agricoli.

[Fonti: WTO, World Bank]

Le barriere tariffarie possono diminuire il grado di accessibilità a un mercato ma hanno di buono che puoi identificarle facilmente.

Il fatto che siano manifeste ti dà infatti la possibilità di elaborare delle strategie per eluderle o per ridurne l’impatto.

Le barriere non tariffarie invece, possono essere molto subdole e colpire i tuoi piani di espansione all’estero in modo inaspettato.

BARRIERE NON TARIFFARIE

Quali sono le principali barriere non tariffarie?

MISURE SANITARIE E FITOSANITARIE

Queste sono quelle più diffuse e impattano quasi il 40% degli scambi tra l’Europa e il resto del mondo.

Devi coinvolgere l’ufficio di competenza (ad es. le ASL/ATS) per farti rilasciare uno specifico certificato prima di poter esportare.

REQUISITI TECNICI E STANDARD INDUSTRIALI

Queste tipo di richieste da parte dei paesi esteri possono costringerti a modifiche di prodotto e, in aggiunta, a dover ottenere vere e proprie certificazioni.

Modificare un prodotto e farlo approvare all’ente di competenza può richiederti molto lavoro e costi elevati. In alcuni casi, come ad es. i macchinari, potresti essere costretto a riprogettare una o più parti.

Questo tipo di misure colpiscono all’incirca il 15% degli scambi.

PROCEDURE DOGANALI

Le procedure doganali sono un’altra forma di misura non tariffaria molto comune.

Queste procedure si concretizzano in documentazioni aggiuntive e difficili da ottenere, ispezioni ecc.

Anche questo tipo di misure colpiscono piò o meno il 15% degli scambi.

FORNITURE PUBBLICHE

In questo caso è il governo del paese in cui vuoi esportare che è fornitore di un determinato prodotto.

In tal caso, le tue chance di entrare sono basse o nulle. I produttori locali, se ci sono, sono avvantaggiati.

RESTRIZIONI QUANTITATIVE

I casi di razionamento sono piuttosto frequenti e mirano a proteggere i settori industriali strategici per il paese che impone il razionamento.

SUSSIDI

Se uno specifico settore industriale viene sussidiato dal governo è molto probabile che le aziende locali abbiano un grande vantaggio di costo rispetto a te.

TUTELA DELLA CONCORRENZA

In Europa siamo abituati che qualsiasi forma di riduzione della concorrenza è vietata ma purtroppo non in tutti i paesi è così.

In alcuni paesi avviene l’esatto contrario e sono gli stessi governi centrali che legiferano in modo tale da ridurre la libera concorrenza.

La restrizione della concorrenza viene attuata per svantaggiare soprattutto le aziende estere rispetto a quelle nazionali.

***

Ora sai i motivi per cui

non puoi prescindere dal reperire informazioni sulle barriere al commercio internazionale

quando selezioni i paesi prioritari prioritari in cui vuoi esportare.

Se vuoi conoscere un metodo per selezionare i paesi prioritari, leggi il post Un metodo pratico e veloce per la selezione dei mercati esteri.

Clicca per votare questo articolo!
[Voti: 0 Media: 0]
Top