Belgio: una breve guida commerciale al mercato

DIMENSIONI DELL’ECONOMIA

Con un reddito procapite di $46.600 (PPP), quasi il 14% in più rispetto alla media Europea ($ 40.900), il Belgio si posiziona al 35° posto nella graduatoria mondiale (l’Italia è al 50° posto).

[Fonte: CIA]

Il Belgio è l’8° mercato di destinazione dell’export Italiano.

[Fonte: MISE]

Il mercato belga conta una popolazione di oltre 11,5 milioni di persone di cui ben il 96% vive in aeree urbane.

[un Export Manager competente può guidarti nella scelta dei mercati più adatti alla tua azienda]

LE CATEGORIE DI PRODOTTO PIU’ ESPORTATE

Nel 2018 l’Italia ha esportato in Belgio circa €13,5 miliardi di beni crescendo di oltre il 3% rispetto al 2017.

[Fonte: MISE]

Le categorie merceologiche maggiormente esportate nel 2018 sono state:

Prodotti chimici (oltre €5 miliardi, quasi il +2% rispetto al 2017);

la Meccanica strumentale (circa €2 miliardi, +1,5% di aumento rispetto al 2017);

Mezzi di trasporto (€1 miliardo, circa +1% rispetto al 2017);

Metalli (poco meno di €1 miliardo, oltre il 9% di aumento rispetto al 2017;

il Tessile e l’Abbigliamento (quasi €1 miliardo, circa il 3% in più rispetto al 2017);

Altri settori significativi e con dinamiche in crescita nell’ultimo anno, sono stati l’alimentare (circa € 900 milioni), il setore della Gomma e Plastica (oltre € 700 milioni), quello dei prodotti in legno e l’altra agricoltura (oltre € 500 milioni).

[Fonte dati: elaborazione su dati ISTAT]

Oltre a queste categorie di prodotto ce ne sono altre che stanno registrando dinamiche positive.

Per verificare se il tuo prodotto rientra fra quelli che crescono, leggi il post Statistiche Export guida rapida in 3 passi]

SETTORI PIU’ DINAMICI E ATTRATTIVI

[Fonte: scheda paese SACE]

STRATEGIE DI ENTRATA NEL MERCATO

Puoi scegliere di utilizzare agenti, distributori o la formula del franchising.

In alcuni casi la migliore strada è quella di entrare direttamente attraverso l’e-commerce o aprendo una sede diretta.

La scelta di una di queste (o altre) strade dipende dalla tua azienda, dal tuo prodotto, dalla capacità di investimento che hai e dagli obiettivi che ti poni.

[per conoscere meglio le caratteristiche dei mercati e formulare una strategia d’ingresso adeguata, leggi il post Come fare ricerche di mercato per esportare]

Ogni strategia di entrata presenta vantaggi, svantaggi, un diverso profilo di rischio e un maggiore o minore grado di controllo sulle leve di marketing.

PRINCIPALI SFIDE PER GLI ESPORTATORI ITALIANI

I prodotti italiani non incontrano particolari ostacoli ma è necessario che rispettino le normative Comunitarie (es. HACCP, marchio CE).

Inoltre, tieni presente che

il tuo successo nel mercato sarà tanto più probabile quanto più sarai in grado di offrire prodotti innovativi, di qualità e che abbiano un rapporto qualità/prezzo equilibrato.

ALTRE INFORMAZIONI UTILI

Il Belgio gode di uno dei più alti livelli di reddito procapite d’Europa relativamente ben distribuito.
Ciò comporta un’equilibrata distribuzione del poter d’acquisto.

E’ un paese, per molti aspetti, unico

E’ un mercato compatto e variegato, posizionato al confine culturale e linguistico tedesco e dell’Europa latina.

La Vallonia (Wallonia), posizionata a sud del paese, è la regione francofona.

A nord nelle Fiandre (Flanders) si trova la regione in cui parlano olandese mentre la regione in cui si trova Brussels è bilingue.

C’è anche una piccola enclave in cui la popolazione parla il tedesco.

Questa grande varietà culturale e linguistica rende il Belgio un buon mercato anche per testare i tuoi prodotti.

Il Belgio è posizionato al centro della regione più ricca d’Europa.

Entro un raggio di 500 km puoi raggiungere 140 milioni di consumatori Europei che rappresentano il 60% dell’intero potere d’acquisto d’Europa.

Anversa (Antwerp) è il porto principale ed è il secondo porto più grande d’Europa.

Con la sua eccellente infrastruttura logistica è l’epicentro di una significante porzione dell’intero commercio bilaterale che origina e arriva in Europa.

Il Belgio è, per molti aspetti, una vera e propria “mini-Europa” che contiene due distinte tipologie socio-demografiche (regioni fiamminghe e regioni francesi).

Per tale ragione, i belgi riflettono una buona parte dei gusti dei consumatori europei.

L’economia è dinamica e continua ad attrarre investimenti significativi nel settore chimico, in quello petrolchimico, in quello delle plastiche e derivati, delle tecnologie ambientali, del food processing, del packaging e in molti altri settori.

INVESTIMENTI DIRETTI

A Luglio del 2017, il governo belga ha deciso di ridurre il livello di tassazione delle società dal 35% al 25%.

Ci si aspetta che questa misura migliori il clima di business.

La Worldbank colloca il Belgio in 45° posizione a livello mondiale (considera che l’Italia è al 51° posto) ma già rispetto al 2018 il punteggio dell’indice “Doing Business” è aumentato di oltre 2 punti base (vedi rettangolo arancione nell’immagine sotto).

Inoltre, dal Giugno del 2015, il governo si è impegnato a mettere in campo una serie di misure per ridurre il peso fiscale che grava sul lavoro per incrementarne la competitività e accrescere l’attrattività per gli investitori esteri.

La produttività belga è alta grazie agli investimenti che sono stati fatti sulla forza lavoro.

Inoltre, per ragioni geografiche e storiche, il sistema scolastico è fortemente orientato all’insegnamento delle lingue straniere e il numero di persone che parla almeno una seconda lingua è molto alto.

***

Se negli ultimi 3-5 anni la dinamica di esportazione della tua categoria di prodotto è stata positiva ti sarà utile tenere in considerazione il mercato belga nel tuo progetto export.


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