In questo post scoprirete i 6 fattori principali che ostacolano o rendono impossibile l’accesso a un mercato estero.

L’Export Manager deve definire i mercati prioritari, vale a dire tutti quei mercati in cui la probabilità di successo è più elevata.

[potrebbe interessarti anche il post Export Manager cosa fa]

Vediamo quali sono i 6 fattori che ostacolano l’accesso a un mercato estero.

1. Forte presenza di concorrenti sfavorevoli

Il fatto che in un mercato siano presenti concorrenti connazionali o concorrenti locali è un aspetto di per sé positivo perché nella maggior parte dei casi indica che il mercato c’è.

Tuttavia, se i concorrenti sono nettamente più forti rispetto a voi, potrebbero rendere la vostra vita molto più difficile e ostacolare il vostro ingresso.

Potrebbero avere una forte leadership di costo, oppure un’organizzazione logistica e di vendita talmente efficiente ed efficace da accontentare i clienti esistenti i quali non sono interessati a valutare altri fornitori per la stessa categoria di prodotto.

2. Distanza geografica e distanza culturale (comprese le religioni)

Distanza geografica

La distanza continua ad essere un fattore che nonostante il progresso tecnologico degli ultimi anni, può incidere sfavorevolmente sulla vostra capacità di entrare in un mercato estero.

Per quanto riguarda la distanza fisica di un luogo, essa creerà uno svantaggio maggiore quanto maggiore sarà l’incidenza del costo del trasporto sul prodotto da esportare.

Si pensi ad esempio alla carta che è un prodotto tendenzialmente poco costoso ma molto voluminoso.

In casi come questo, l’incidenza del trasporto sul prodotto è così elevata da renderne difficile se non addirittura impossibile l’esportazione in luoghi lontani dallo stabilimento di produzione.

Per questo tipo di prodotti infatti, il prezzo dei prodotti realizzati localmente è sicuramente molto più competitivo rispetto a quello dei prodotti di importazione.

Distanza culturale

Per quanto riguarda la distanza culturale, su alcuni prodotti in particolare come ad esempio quelli alimentari e beverage, può avere una grande impatto. Un esempio di scuola è quello degli alimenti a base di maiale nei luoghi ad altra concentrazione di musulmani.

Se volete approfondire il tema della distanza di culturale, vi consiglio ti dare un’occhiata al metodo CAGE del Prof. Pankaj Ghemawat accessibile qui.

3. Difficoltà a determinare il codice doganale (prodotto molto specifico)

Come sapete dal post Un metodo pratico e veloce per la selezione dei mercati esteri, l’analisi dei dati import-export è fondamentale per impostare una corretta strategia export.

È evidente quindi che se non riuscite a determinare il codice doganale oppure nel caso in cui la categoria di prodotto descritta dal codice è molto generica e molto lontana dal vostro prodotto specifico che ne è una sotto categoria specifica, i dati import-export potrebbero essere poco rappresentativi.

Un esempio può essere quello dei forni a legna per pizza.
Per questo prodotto non esiste un codice doganale dedicato e infatti essi ricadono nella categoria generica delle stufe e dei camini.

Bene, in questo caso, supponiamo che andate ad analizzare l’andamento import-export relativo il codice doganale delle stufe e dei camini e i risultati mostrano un aumento dell’export in alcuni mercati.

La domanda che vi farete è: qual è la dinamica export dei forni a legna all’interno dello stesso codice doganale delle stufe e dei camini?

Non sarà semplice rispondere a questa domanda perché scorporare i forni a legna dalla macro categoria delle stufe e dei camini non è immediato.

Potrebbe verificarsi infatti, che dal codice doganale risulti un aumento dell’export delle stufe in Giappone ma se si entra nel dettaglio potrebbe verificarsi che l’export delle stufe è in aumento ma quello dei forni a legna è in decremento.

4. Barriere tariffarie (dazi)

Su questo argomento potete leggere il post già pubblicato su Export Linked Dazi doganali ed export quali implicazioni. il post su Protezionismo come sta incidendo sul vostro progetto export.

5. Barriere non tariffarie

Anche la richiesta di documentazione, di certificati sanitari, di certificazioni di sicurezza, la presenza di razionamenti all’import di alcuni prodotti sono altri fattori che dovete tenere in considerazione.

[potrebbe anche interessarvi il post sul Protezionismo: come sta incidendo sul vostro progetto export]

Le misure protezionistiche non tariffarie spesso non sono altro che strumenti alternativi ai dazi con cui i Paesi proteggono le loro industrie nazionali.

Su questo argomento potete consultare anche il sito della Commissione Europea riguardante il database di accesso ai mercati

Sul sito Global Trade Alert del Centre for Economic Policy di Londra potete visualizzare velocemente l’andamento delle misure protezionistiche non tariffarie per i Paesi di vostro interesse. Potete visitare il sito cliccando qui.

6. Motivazioni specifiche connesse alla vostra azienda

Ci sono poi tutta una serie di motivazioni legate alla vostra situazione specifica.

Potreste ad esempio individuare un mercato prioritario ma non avere le competenze linguistiche per approcciarlo. Oppure non avete alcuna esperienza pregressa in una determinata area del mondo oppure sono richieste certificazioni di prodotto molto costose che in uno specifico momento non siete in grado di sostenere.

***

Quali sono gli altri fattori che secondo voi possono ostacolare l’ingresso in nuovi mercati?

Categorie: Export

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito! Top